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Documenti d'identità rubati agli hotel italiani: cosa è successo e cosa cambia alla reception
Tra giugno e luglio 2025 qualcuno è entrato nei sistemi di alcuni hotel italiani e ha portato via le scansioni dei documenti presi al check-in. Ad agosto le ha messe in vendita. Il Garante privacy ha aperto un'istruttoria e poi ha chiarito una cosa che molte strutture non sanno: quelle copie non andavano tenute.
In 30 secondi
- Qualcuno ha preso le scansioni dei documenti degli ospiti di almeno dodici hotel italiani e le ha messe in vendita.
- Quelle copie non andavano conservate: servono solo per Alloggiati Web, poi si cancellano.
- Oggi: cerca e cancella le copie che restano in reception, nel gestionale e su WhatsApp.
- Quando
- Giugno e luglio 2025, in vendita da agosto
- Dove
- Almeno 12 hotel in Italia
- Da dove sono entrati
- Non reso pubblico
- Cosa hanno preso
- Scansioni di passaporti e carte d'identità
Cosa è successo
Il 6 agosto 2025 il CERT-AGID, la struttura pubblica che segue gli incidenti informatici in Italia, ha dato l'allarme: su un forum criminale un venditore che si fa chiamare «mydocs» offriva scansioni ad alta risoluzione di passaporti e carte d'identità di ospiti di hotel italiani, raccolte durante il check-in.
Nei giorni seguenti l'elenco è cresciuto: il 13 agosto le strutture coinvolte erano dieci, il 14 se ne sono aggiunte altre due. Secondo il venditore, i documenti sono stati presi tra giugno e luglio 2025.
Sul numero dei documenti le fonti non coincidono: si parla di decine di migliaia. Il 13 agosto il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un'istruttoria.
Da dove sono entrati
Non è stato reso pubblico. Il venditore parla di un accesso non autorizzato ai sistemi degli hotel, senza dire come. Noi non lo indoviniamo. Quello che conta per chi gestisce una struttura è un'altra cosa: i documenti erano lì, conservati, e quindi si potevano prendere.
Perché è grave
Con la scansione di un documento vero si possono creare documenti falsi, aprire conti o chiedere finanziamenti a nome di un'altra persona. È il rischio che indica lo stesso CERT-AGID: il furto d'identità. L'ospite se ne accorge mesi dopo, e il nome dell'hotel resta legato alla notizia.
Cosa ha chiarito il Garante
Con una nota di chiarimento del 29 aprile 2026 il Garante ha scritto che la legge di pubblica sicurezza non chiede alle strutture di conservare la copia del documento: serve solo per inserire i dati nel sistema Alloggiati Web. Appena il sistema rilascia la ricevuta, la copia digitale va cancellata e quella di carta distrutta.
La nota chiede anche istruzioni precise al personale: non si fanno e non si tengono copie dei documenti dopo la comunicazione di legge. E cita, tra le pratiche segnalate, l'abitudine di farsi mandare i documenti dagli ospiti su WhatsApp.
Cosa controllare oggi nella tua azienda
- Dopo l'invio ad Alloggiati Web cancella le scansioni e distruggi le fotocopie. Controlla anche lo scanner della reception: molti salvano una copia da soli.
- Cerca le copie dimenticate: cartelle condivise, gestionale, posta della reception, chat di WhatsApp.
- Attiva la verifica in due passaggi sulla posta della reception e sul gestionale delle prenotazioni.
- Chiedi per iscritto al fornitore del gestionale dove finiscono i documenti caricati e per quanto tempo restano.
Fonti
- CERT-AGID, In vendita documenti di identità trafugati da hotel italiani (06/08/2025, aggiornato fino al 14/08/2025)
- Garante privacy, comunicato stampa sul furto di dati negli hotel (13/08/2025)
- Garante privacy, nota di chiarimento sui documenti di identità degli ospiti (29/04/2026)
- The Record, Italy hotel guests possible data breach (14/08/2025)